Eccoci ancora…

Eccoci qui, ritornati dopo tanto tempo di silenzio…  Spero di riuscire a scrivere più spesso su questo luogo virtuale…

Che sarà della manovra bis? Governo, opposizione e Napolitano

Domani il decreto della Manovra bis inizierà l’iter al Senato: sappiamo cosa entra ma non sappiamo come e cosa uscirà…il caos regna sovrano, tra richieste particolari, rimbrotti vicendevoli e veti incrociati.

In questa estate bollente sotto tutti i punti di vista, due sono gli elementi acquisiti: 1. la crisi ha prolungato la vita del governo Berlusconi (insensato aggiungere ad una crisi finanziaria anche una crisi politica); 2. il Presidente Napolitano è il leader indiscusso di quest’Italia che, in nome dell’alternanza di governo, non riesce a riunificarsi in momenti difficili del Paese ma guarda sempre al proprio tornaconto ed orticello elettorale. Chi ascolterà le parole che il Presidente Napolitano ha pronunciato con una veemenza inusuale al meeting di Rimini?

Vedrete che le forze politiche, tirandolo per la giacchetta dalla propria parte, faranno orecchio da mercante, avanzando vicendevolmente le solite pregiudiziali. L’unico atteggiamento responsabilie mi sembra quello di Casini che però deve lottare contro quella parte più barricadera dei finiani, indisponibili a qualsiasi coinvolgimento collaborativo finché c’è Berlusconi.

..che succederà domani?…

Chissà come andranno a finire  queste amministrative che tra battute, freddure, colpi bassi hanno catalizzato, senza entrare concretamente nei problemi, l’attenzione di molti italiani (gli altri si asterranno).

Il copione recitato è pressoché da 15 anni lo stesso: ogni evento elettorale viene trasformato da Berlusconi, vuoi per la sua forza di per sé imponente, vuoi perché dall’altra parte si parla, si propone ma si continua a balbettare,  in un referendum pro e/o contro la propria persona.  Questa volta, però, le cose si sono un po’ spinte oltre, dal momento che Berlusconi vuole apertamente sfruttare il proprio consenso  in chiave anti PM milanesi e, inutile nasconderlo, quando la magistratura pone l’attenzione su Berlusconi, gli elettori solidarizzano con colui che sentono  perseguitato e vittima di cotanta ingiustizia.

L’opposizione spera in una nuova ventata che però, stante la divisione dell’opposizione stessa sia sulla questione libica (tre mozioni) sia sulla strategia da seguire, anche se ci fosse, stenterebbe a concretizzarsi.

Forse al momento l’unico esponente che può sconfiggere il Cavaliere è il Presidente della Repubblica che però ricopre il ruolo di garanzia che gli affida la Costituzione e, pertanto, non può candidarsi…ma se lo facesse sarebbe il grande vincitore.

Riforma della giustizia: il governo fa e l’opposizione chiacchera

La Riforma epocale della giustizia, approvata dal Consiglio dei Ministri giovedì scorso, divide le opposizioni tra chi, non proclamandosi riformista, va a vedere le carte, anche se con sospetto (il Terzo Polo) e chi, proclamandosi riformista dalla mattina alla sera (il PD), dice che non se ne parla proprio, dando così l’impressione e la sensazione, non a torto,  di essere il partito della conservazione.  L’intento del PD è chiaro: non entrare nel merito per non dare una chance a Berlusconi e  perpetrare così il clima di mobilitazione (firme e piazze) sino alle amministrative con la speranza di farne un investimento politico, in termini di voti.

Ora qualche annotazione:

1. A me è stato sempre insegnato che i percorsi, sebbene non condivisibili in tutto e per tutto, vadano abitati in qualche modo perché se tu ci sei puoi ottenere qualcosa che ti sta a cuore o aggiustare qualcosa che non ti quadra.

Da questo punto di vista, la tattica del PD è perdente perché lascia l’intera iniziativa propositiva nelle mani della maggioranza …molto più intelligente e politico è l’atteggiamento di Casini. D’altronde, così facendo, il PD apparirà sempre di più appiattito sulla linea di Di Pietro (questo è il grande dramma del PD).

2. Qui si va di piazza in piazza ma…le piazze non spostano voti e non fanno e non creano consenso. Famosa l’espressione di Nenni: “Piazze piene, urne vuote”…d’altronde, se la proposta (non la protesta) politica del PD fatica ad emergere, come si fa a costruire il consenso? Per caso nel bar si parla più delle proposte di Berlusconi o di quello che dice Bersani?

3. Curioso che il PD abbia organizzato una manifestazione di piazza in difesa della Costituzione… A parte che la Costituzione non è un tabù, ma non è stato proprio il centrosinistra a cambiare la Costituzione (art. 117 e sgg.) a colpi di maggioranza? A questo punto il PD è anche autolesionista: era una manifestazione contro se stessi!?

Messaggio per Bersani

Bersani ieri ha detto che non vuole essere più governato da Berlusconi e tutti i giorni ne invoca le dimissioni.

Oggi ha parlato Napolitano che ha detto una verità sacrosanta ma che suona strana in questo Paese fatto di gente che prima predica l’amore libero, sparando bordate alla Chiesa e al Papa quando “osano” parlare, e poi organizzano manifestazioni dello spirito puritano oltranzista solo perché funzionali alla lotta politica: il Governo va avanti fino a quando ha i numeri in Parlamento e riesce ad operare. Semplice e costituzionalmente corretto.

A tutti i Savonarola bontemponi, è dato il benservito!

Eterogenesi dei fini: Unità di Italia e le donne

Dal 14 gennaio molte cose sono successe sotto i nostri occhi e il commento di allora, che paventava una ripresa della particore attenzione giudiziaria nei confronti del premier, si è avverata…”Lasciamo che i magistrati facciano le loro indagini”, dovrebbe essere il mantra di chiunque e, invece, assistiamo allo spettacolo indecente di una destra che  cannoneggia la magistratura e di una  sinistra che, confidando nella magistratura,  vuole abbattere Berlusconi giudiziariamente e non politicamente.

L’impressione è che, fallita la manovra di Palazzo del 14 dicembre 2010, si sia aperta un’altra stagione che punta a disarcionare il Cavaliere tramite una sostenuta campagna mediatico-giudiziaria… ma, ovvio, fino a che il governo Berlusconi avrà i numeri in Parlamento (e li allarga sempre di più), è utopico e velleitario che si dimetta.

Infine due annotazioni: la prima è che la festa dell’Unità d’Italia mostra sempre più che neanche su questo l’Italia è unita (ridicola la ragione della Gelmini: “Si vada a scuola ad approfondire l’Unità di Italia”…ma perché questo ragionamento non dovrebbe riguardare anche il 25 aprile e il 1 maggio non si capisce); la seconda è che, giustamente, in nome della propria dignità le donne ieri sono scese in piazza, solo che non hanno capito che qualcuno ha finito per strumentalizzare la loro protesta (vedi il titolo di REPUBBLICA di oggi).

Eterogenesi dei fini, allora: l’unità che svela la dis-unità italiana e la dignità delle donne che, proprio nel momento in cui viene affermata, si lascia politicamente strumentalizzare (o era già in partenza politicamente orientata?).

Come volevasi dimostrare…dopo la decisione della Consulta

La magistratura non ha perso tempo: subito dopo la sentenza pilatesca della Consulta, Berlusconi è sotto tiro… alla faccia della collaborazione tra i poteri!

Giorno del giudizio? Sì, di Fini, però!

Chi ha vissuto il proprio giorno del giudizio è stato Fini e non Berlusconi! La manovra di palazzo è fallita… Se si dovesse andare alle elezioni, Berlusconi lo farà da una posizione di forza e non di debolezza…Questo è il capolavoro di Fini!

Calciomercato di parlamentari?!

Ennesima puntata di schizofrenia della politica italiana e di quanti le girano intorno… Si sollecita un intervento della Magistratura in riferimento al cambio di casacca di alcuni parlamentari che si appresterebbero a votare la fiducia al Governo Berlusconi…ma allora perché non lo si è fatto anche con tutti quelli che, arrivati in Parlamento con il PdL, poi gli hanno voltato le spalle e sono approdati all’opposizione?

Basta con  questo doppiopesismo morale, antropologico e culturale!

14 dicembre 2010: giorno del giudizio?

Comunque vada a finire la conta parlamentare, il governo Berlusconi è ormai alla frutta: errori strategici, valutazioni raffazzonate, comportamenti inopportuni lo delegittimano… potrà anche tenere nei numeri ma è dissolto nelle menti e nei cuori della maggioranza degli italiani…e che il vento stia cambiando sono in molti a registrarlo.

La gente è stanca, non ne può più di un governo che, nato per risolvere i problemi degli italiani, si avvita sempre e soltanto intorno alle questioni giudiziarie e/o personali del premier, proponendo come bene comune quello che in realtà interessa ad uno solo. E’ da 16 anni che le cose vanno così…ed ora anche Fini se ne è accorto, anche se non sappiamo come si comporterà il 14 dicembre… certo che se FLI desse la fiducia, allora vorrei capire perché tutto sto casino…

Certo è che se il Parlamento accorda la fiducia al governo  e la Corte Costituzionale, nello stesso giorno, dà l’ok al legittimo impedimento, allora potrà pure continuare a galleggiare ma Berlusconi sarà lì e nessuno potrà più insidiarlo; al contrario, si aprirebbero nuove prospettive e si avvierà, con la saggezza di Napolitano, una nuova stagione.

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